Km0

Oltre i confini della città

Spesso mi domandano “come fai ad abitare così lontano da Porretta?” e la mia risposta è sempre la stessa “amo la montagna” … Ma cos’è la montagna? Beh penso che la risposta, per la maggior parte di voi lettori, sia rilievo della superficie terrestre che si estende sopra il terreno circostante in un’area limitata e di almeno 600 metri s.l.m.(sopra il livello del mare). Basta pensare a quando cerchiamo sul web e troviamo tantissime definizioni scientifiche che ci dicono che caratteristiche abbia e da che cosa sia costituita, ma nessuna di queste ci descrive la sensazione che si prova quando ci si trova a 1000 metri s.l.m. se non oltre e si ammira il paesaggio che io definisco ‘unico’.

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Dove vivono le fate a Bologna?

nota dell’autrice : per rendere al massimo il tono che quest’articolo dovrebbe avere,ascoltate contemporaneamente questa splendida interpretazione che Horowitz fa del Kinderszenen di Schumann. dicono che faccia piangere le persone, personalmente la trovo estasiante. buon ascolto!

“A simbol di possanza ed a difesa
il Marzocco lo scudo abbranca e cima:
Ch’inquartato nel campo, à doppia impresa;
che doppia gloria dénota e sublima”
Che fierezza! Quanta maestosità il leone dorato, la libertas, arma del popolo. Bologna è sempre stata una città con uno spiccato senso d’onore, un luogo in cui la permanenza filtra attraverso la pelle, si insinua nelle narici, entra in circolo e ti cambia per sempre..sto forse esagerando? Possibile, ma l’immagine che volevo suggerire è proprio questa: una città che ti cambia. Continua a leggere

Pareti di gommapiuma ondulata

Fa caldo.
Siamo a Bologna e fa caldo.
Ci siamo staccati dai sedili del treno, abbiamo mangiato cose fatte di pizza con Ilaria e, riparati da qualche amato portico tappezzato da manifesti interessanti, raggiungiamo Radio Città del Capo.
La prima cosa che notiamo, da fuori, è il vetro gigante che ci permette di vedere la gente lavorare al computer.
Arriva Giovanni – o entriamo e ci accoglie – e l’Imane si illumina.
Alla nostra destra, dipinta sul cemento che ci sostiene i piedi, c’è una sottile pista ciclabile che porta ad un giardino. Vediamo il giardino, molto carino ed ombreggiato, con un tavolo e qualche sedia. Quando rientriamo ci accorgiamo che, in effetti, questo posto è anche pieno di gente. L’ambiente non è molto grande, ma è aperto e pieno di scrivanie saltuariamente divise da muri molto bassi. Ogni scrivania ospita una persona.
Le prime persone che incontriamo, comunque, non stanno lavorando, ma si presentano gentilmente e sorseggiano caffè. Il caffè è il primo passo verso qualsiasi cosa.

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