Pronti, partenza,clic : il teen bar si mette in posa 

Quando sono nata, la prima cosa che papà ha fatto, dopo essersi asciugato le lacrime, è stata scattare una foto.. Riguardandola, mi viene in mente che con quella vecchia istantanea ingiallita, l’immagine della mia nascita è stata catturata, e chiunque la guardi potrà tornare indietro, per un momento, nel Natale del ’98. Chissà quante persone, quanti ricordi, quante scene del passato sono salvate nelle foto…

Se Marco Polo avesse avuto una Polaroid con sé mentre cavalcava sulla via della Seta, forse avrebbe potuto descrivere meglio le meraviglie del Catai che tanto lo stupirono. Purtroppo dobbiamo aspettare i primi decenni del 1800 per l’ufficiale nascita della macchina fotografica.

Non che non ci siano stati tentativi precedenti, certo. Facciamo un passo indietro..

Aristotele nel IV sec. a.C. con le sue osservazioni sulla luce, sui colori e sul senso della vista, è un punto di inizio sufficientemente in là. I primi veri studiosi però furono gli arabi AIKindi e AI-Hazen nel 1400, che con la camera oscura, sono arrivati alla scoperta della tecnica della fotografia . Essi si accorsero che all’interno di una camera buia, praticando un piccolo e sottile foro su di una parete, si può vedere un’immagine confusa dell’esterno proiettata capovolta sulla parete opposta. II semplice foro, durante il `600, viene sostituito da una lente a menisco. Un’altra teoria risale alla fine dei Medioevo, quando gli alchimisti, facendo riscaldare il cloruro di sodio (o sale da cucina) insieme all’argento, avevano scoperto che dal sale si liberava un gas, il cloro, il quale combinandosi con l’argento, provocava la formazione di un composto, il cloruro d’argento, bianco nell’oscurità, ma violetto o quasi nero con l’esposizione ai raggi del sole. unendo le due teorie, si arriva a capire che utilizzare la singolare proprietà dei raggi luminosi per ottenere immagini sulla superficie di sostanze chimiche sensibili alla luce è la strada da imboccare. Nel ‘700, illustri chimici tentarono di risolvere il problema, ma riuscirono ad ottenere solo contorni d’immagini, “silhouettes “.

II chimico tedesco Johann Heinrich Schulze “battezzò” già nel ‘700 la fotografia. Un altro collaboratore fu Niepce, il primo ad ottenere qualcosa con delle lastre di metallo ricoperte di bitume di giudea (sostanza che schiarisce debolmente alla luce). Il collega e collaboratore di Niepce, Daguerre, giunse all’invenzione del “dagherrotipo” (1837), che consiste in una lastra di rame rivestita di argento che viene esposta all’azione dello iodio. L’immagine, accennata in modo lieve nella fotocamera, diventa evidente e positiva ai vapori di mercurio e viene fissata con un lavaggio in acqua calda e salata. Intanto in Inghilterra Talbot lavorava per conto proprio con una carta al cloruro d’argento ed otteneva i primi negativi su carta (1834). Dalla scoperta della fotografia fino ad oggi si può affermare che nulla sia stato lasciato d’intentato e niente è più assolutamente originale, da

Ma torniamo a noi. In fondo, per quanto interessante, sapere la storia di una disciplina non ci rende esperti! Un laboratorio organizzato dalla cooperativa ci ha portate a conoscere qualcosa di più sulla tecnica che c’è sotto, sugli accorgimenti necessari, e sui piccoli trucchi per fare le migliori foto. Non vi allarmate, eravamo armate di smartphone e null’altro! Volevano essere lezioni alla mano, accessibili a chiunque.

Dunque, dopo un rapido discorso sulle nostre personali impressioni riguardo all’arte della fotografia, siamo passati ai rudimenti. dove posizionare il soggetto, come riprendere l’orizzonte, in che modo il nostro occhio percepisce la realtà e come replicare questa percezione in uno schermo. Esercizio, tanto esercizio, e critiche a non finire…Non ce la siamo presa (quasi) per nulla..ma è giusto così, insomma! 🙂

vi lasciamo in seguito qualcuno dei nostri scatti

 

“Trovare qualcosa di nuovo, qualcosa che nessuno avrebbe potuto immaginare prima, qualcosa che solo tu puoi trovare perché, oltre ad essere fotografo, sei un essere umano un po’ speciale, capace di guardare in profondità dove altri tirerebbero dritto. ”             Margaret Bourke-White

Alla fine di questo percorso, una cosa è certa : noi non abbandoneremo questa passione nascente…e voi?

Come al solito fateci sapere cosa ne pensate, lasciando un commento qua sotto!

Il teen bar vi aspetta anche su facebook e instagram

Un ringraziamento in particolare a Giacomo, che ha tenuto il laboratorio di fotografia, senza peli sulla lingua ma anche con tanta pazienza;)

tutte le informazioni sono state tratte liberamente da studenti.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: